CORSI PER OCCUPATI

corsi-occupati

L’attività di formazione costituisce fin dalla nascita del consorzio un investimento culturale e di confronto sulle pratiche lavorative, con l’intenzione di coinvolgere capillarmente gli operatori dei diversi settori.

Si promuovono diversi corsi rivolti prevalentemente a operatori sociali, lavoratori dipendenti, liberi professionisti a vario titolo interessati agli argomenti trattati.

Mestieri Lombardia – sede di Mantova è accreditata da Regione Lombardia allo svolgimento di Servizi di Istruzione e Formazione Professionale (L.R. 19/2007): accreditamento n. 1363 del 20/07/2023 id sede 2340178.

Mestieri Lombardia realizza diversi corsi anche grazie al sostegno di:

INTERVENTI DI FORMAZIONE CONTINUA A VALERE SUL PROGRAMMA REGIONALE LOMBARDIA FSE+ 2021-2027

CORSI ATTIVATI

Titolo del corso “I processi della trasmissione inter e trans-generazionale nelle istituzioni, nei gruppi di lavoro e nella famiglia: strumenti per prevenire il burn out”

 

Obiettivi e finalità

Riteniamo che il tempo che stiamo vivendo e il compito delle istituzioni sociali comportino la necessità di un approfondimento teorico ed esperienziale dei processi di scambio inter e trans-generazionale con una particolare attenzione alla distinzione tra i due. Nel primo caso infatti, ci si riferisce allo scambio di funzioni, ruoli e trasmissione culturale tra due generazioni che convivono nello stesso tempo. Nel secondo caso, si allude a tutto quel materiale psichico, culturale, storico che intercorre tra più generazioni che non hanno avuto la possibilità di conoscersi e che incide potentemente sul vivere della generazione attuale. Il percorso formativo intende quindi fornire un’occasione ai partecipanti di riflettere sulla propria collocazione nell’istituzione di riferimento, sulle modalità di relazione con i colleghi più anziani o più giovani e sull’utilizzo del processo trans-generazionale nella lettura delle problematiche psichiche dei propri utenti. La consapevolezza di questi elementi conduce alla possibilità di tenerli nel dialogo inter-soggettivo e inter-gruppale portando così all’adozione di strumenti di prevenzione alla perdita di senso, motivazione e di conseguente burn-out.

Gli obiettivi del percorso formativo sono i seguenti:

  • fornire gli strumenti per analizzare il processo storico delle proprie istituzioni con l’opportunità di collegare passato, presente e futuro attraverso l’individuazione dei momenti salienti del passaggio intergenerazionale
  • potenziare la capacità relazionale che consenta la narrazione, in un dialogo all’insegna del complementarismo, tra soggetti e gruppi appartenenti a diverse generazioni di operatori e dirigenti
  • riconoscere le differenze tra trasmissione attiva e trasmissione passiva nei processi istituzionali ai fini della co-costruzione del sapere nelle équipe di lavoro
  • utilizzare la lettura della trasmissione trans-generazionale nella valutazione delle sofferenze psico-pedagogiche e nella presa in carico di utenti o famiglie, in più generazioni
  • apprendere la differenza tra trasmissione trans-generazionale al negativo e tramite racconto, sia in contesti famigliari che comunitari. 

Titolo del corso Coltivare il benessere mentale nelle relazioni interpersonali all’interno dei servizi psico-sociali: i sintomi della salute”

 

Obiettivi e finalità

Le situazioni di ansia sociale, familiare e istituzionale sono evidentemente in forte aumento. Gli episodi di agiti aggressivi da un lato e depressivi dall’altro richiamano da mesi la nostra attenzione. Il percorso formativo si propone quindi di fornire strumenti che consentano la riattualizzazione di una lettura dello stato di salute e/o di malessere delle nostre comunità, e di co-costruire pratiche di attenzione alle manifestazioni precoci di disagio e alla predisposizione di modalità relazionali e setting istituzionali e ambientali che favoriscano il benessere.

 

Gli obiettivi del percorso formativo sono i seguenti:

  1. praticare un dialogo teorico e operativo in cui gli elementi basilari di psicopatologia siano coniugati con i principi fondamentali della prevenzione, cosicchè la soggettività possa essere pensata come una continua ricerca di una condizione di equilibrio senza negare crisi o sofferenza
  2. riconsiderare alcuni aspetti dell’analisi istituzionale per intercettare la responsabilità delle stesse istituzioni nel costruire stereotipie, routine patologiche e processi che ammalano
  3. attivare l’attenzione sulle pratiche di prevenzione a favore delle esperienze soggettive nei diversi momenti del ciclo di vita
  4. riconcettualizzare le progettazioni educative, assistenziali e cliniche in generale, alla luce delle comunità di vita dei soggetti, delle risorse presenti e della considerazione della malattia come un emergente gruppale

Titolo del corso “Una comunità interculturale dall’accoglienza alla cittadinanza attiva: prospettive etnocliniche per operatori sociali”

 

Obiettivi e finalità

Dopo un lungo tempo di lavoro speso nelle pratiche di accoglienza e nella gestione dei CAS, si cominciano a profilare nei vari territori processi di migrazione che conclamano in esperienze di integrazione attiva, sia individuale che familiare. Contemporaneamente i si depositano sui processi di migrazione molteplici problematiche a partire dalla scarsa rielaborazione dei traumi e delle separazioni, le difficoltà amministrative-burocratiche e la carenza di percorsi operativi successivi all’accoglienza. Questo porta frequentemente all’insorgere di patologie della relazione, psichiche o sanitarie. Pertanto ci sembra sempre più urgente costituire processi di pensiero in cui la fase dell’accoglienza e dell’ottenimento dei documenti sia facilmente integrabile con esperienze di lavoro, abitative, di socializzazione, cosicchè il tempo necessario per ottenere il permesso di soggiorno si trasformi in un tempo attivo e progettuale. Nel corso forniremo ai partecipanti alcune nozioni imprescindibili per sostenere le turbolenze identitarie dei migranti e la ricostruzione delle reti sociali in una particolare prospettiva legata ai processi etnoclinici.

 

Gli obiettivi del percorso formativo sono i seguenti:

  1. conoscere e comprendere le vicissitudini delle famiglie migranti con attenzione alla componente che compie il viaggio e a quella che rimane nella terra d’origine
  2. esplorare l’importanza del processo narrativo in rapporto alla co-costruzione identitaria delle persone migranti con una particolare attenziona agli aspetti linguistici, culturali e di trasmissione inter-generazionale
  3. individuare i principali elementi di relazione tra i processi di integrazione attiva, il funzionamento delle reti interistituzionali ed il loro legame con le reti informali degli stranieri nelle nostre comunità.

Titolo del corso “Verso un coordinamento che libera: coordinare gruppi di lavoro in servizi aperti alla comunità”

 

Obiettivi e finalità

Dopo alcuni anni di grande incertezza e cambiamenti organizzativi al fine di proteggersi dai contagi del COVID-19 nei servizi alla persona, le istituzioni, le strutture socio-sanitarie e psico-pedagogiche stanno mostrando una forte necessità di rivitalizzare i propri obiettivi, le pratiche e le conoscenze utili a ritornare strutture aperte alla comunità. Il percorso si propone di facilitare quindi l’acquisizione di una nuova consapevolezza dei coordinatori delle equipe di vari ambiti del lavoro psico-sociale per divenire sempre più attenti alle zone di interfaccia tra interno ed esterno nelle proprie organizzazioni di riferimento e nelle comunità locali.

Gli obiettivi del percorso formativo sono:

  • acquisite e rinnovare le proprie conoscenze e abilità relative al coordinamento di gruppi di lavoro in specifici settori della cura: disabilità, psichiatria, migrazione, progetti nell’ambito dell’età evolutiva, ecc..
  • aumentare la conoscenza dei processi sociali che stanno attraversando i nostri contesti di vita cosicchè coordinare un’équipe contempli un costante pensiero sulle condizioni del qui-ed-ora e dell’Altrove con le sue influenze sulle nostre realtà
  • aumentare il livello di coscienza sul potenziale che servizi sociali ed equipe di lavoro hanno rispetto al gradiente di libertà, autonomia e autodeterminazione di pazienti, utenti, beneficiari e membri della rete istituzionale.
  • scambiare esperienze di lavoro fra coordinatori di diverse realtà.

Titolo del corso “Risvegliare le motivazioni alla vita: il lavoro psicopedagogico con gli adolescenti”

 

Obiettivi e finalità

Le ricerche in corso sulle condizioni psicologiche e sui comportamenti giovanili mostrano in alcuni casi importanti fenomeni di demotivazione, chiusura in se stessi, isolamento e perdita della speranza nel futuro.

In tutto questo riteniamo importante il ruolo delle istituzioni educative, formative e di aggregazione, fino alle istituzioni che si occupano di prevenzione psichiatrica. Ci proponiamo quindi di affrontare nel percorso un’attenta analisi istituzionale e dei processi educativi, per riattivare uno sguardo di interesse e cura verso adolescenti e giovani e riradicarli in un reale legame che sappia andare oltre la seduzione degli strumenti tecnologici oggi tanto in uso e rimettere al centro la responsabilità del mondo che viene e le pratiche degli adulti nei confronti dei minori.

 

Gli obiettivi del percorso formativo sono i seguenti:

  • riflettere sul contesto psico-sociale includendo le ricadute della pandemia, delle guerre, delle migrazioni in corso, per reindividuare il compito delle istituzioni psico-pedagogiche e formative dopo un lungo periodo di crisi ed incertezza
  • confrontarsi sulle esperienze relazionali con gli adolescenti attivando uno sguardo sulla loro modalità di essere nel mondo e di frequentare gruppi informali e istituzioni
  • potenziare le capacità e gli strumenti educativi e psicologici degli operatori che lavorano con i minori a partire dallo sviluppo delle capacità di sostegno, di supporto e di visione allargata dei contesti sociali.

Titolo del corso LAVORO E FASCE DEBOLI: AGGIORNAMENTO OPERATORI DEI SERVIZI AL LAVORO IN REGIME DI ACCREDITAMENTO REGIONALE

 

Area tematica Servizi al lavoro

 

Obiettivi e finalità

Il corso nasce per potenziare le competenze degli addetti dei servizi al lavoro che operano in organizzazioni accreditate da Regione Lombardia a erogare servizi al lavoro.

La finalità principale è dunque rendere maggiormente performanti le azioni degli addetti specie a favore delle utenze più difficilmente occupabili.

Più in particolare si intendono perseguire i seguenti obiettivi formativi:

-migliorare la capacità degli addetti di supportare la scelta e la motivazione degli utenti

-migliorare le loro capacità di disegno e definizione dei progetti professionali e di ricerca del lavoro

-aiutare gli operatori a sentirsi meno vulnerabili rispetto al mercato del lavoro dei loro utenti, e a gestire lo stress di un lavoro e di una vocazione faticosa

-supportare le persone a perseguire le scelte e le azioni di ricerca in modo autonomo e motivato

Evidentemente, data la specificità di questa iniziativa formativa, principalmente rivolta a operatori che operano in servizi al lavoro accreditati da Regione Lombardia, tutti gli obiettivi sopra declinati, e le stesse pratiche proposte in aula, si esprimono all’interno del sistema di regole, indicazioni e vincoli posti da Regione Lombardia per operare correttamente nel regime di accreditamento suddetto e per rendicontare, in termini di output, dette attività.

Titolo del corso AUTISMO, INCLUSIONE, SCUOLA E ANALISI APPLICATA AL COMPORTAMENTO

 

Area tematica Disabilità

 

Obiettivi e finalità

Il corso si propone di far acquisire competenze pratiche nell’Analisi Applicata al Comportamento, formando professionisti dell’ambito che siano in grado di applicare metodologie corrette, basate sull’evidence based, all’interno di contesti ambulatoriali, in centri diurni o residenziali, in realtà scolastiche o domiciliari. Le caratteristiche di funzionamento tipico di una persona con autismo, richiedono una conoscenza specifica dello stesso che possa riuscire a tradurre le difficoltà della persona in comportamenti funzionali; è inoltre necessario riuscire a rilevare i punti di forza della persona e valorizzarne le capacità che fanno parte dello sviluppo personale per favorire una buona integrazione nei contesti sociali, scolastici e lavorativi. Le tecniche di abilitazione hanno lo scopo di incidere sul benessere della persona nell’ottica dell’incremento della qualità della vita, la cui rilevazione deve essere competenza da acquisire da parte del corsista.

 

Gli obiettivi del corso sono i seguenti:

  • conoscere le caratteristiche del funzionamento mentale delle persone con autismo
  • saper individuare percorsi evolutivi realmente inclusivi
  • identificare i principi dell’analisi del comportamento
  • descrivere e utilizzare le principali procedure applicative dell’analisi del comportamento
  • identificare e selezionare i comportamenti problema, analizzarli funzionalmente e identificare i fattori che li scatenano e mantengono
  • applicare interventi per insegnare nuove abilità e ridurre comportamenti problema nel rispetto dei principi etici nazionali ed internazionali
  • monitorare i progressi verso gli obiettivi stabiliti per controllare l’efficacia dell’intervento.

Titolo del corso INTERVENTI SOCIO-EDUCATIVI E FARMACOLOGIA

 

Area tematica Psicopatologia

 

Obiettivi e finalità

Molti servizi alla persona, in particolare nell’ambito della disabilità, della psichiatria e in geriatria comportano la compresenza di interventi complessi che integrano cure assistenziali, la terapia della parola, l’assunzione di farmaci e un presidio sanitario. In questi casi è molto importante che qualsiasi operatore, sia di competenze sanitarie che assistenziali o psicopedagogiche, sappia integrare il proprio intervento con quello degli altri così da giungere ad una presa in carico globale, centrata sull’individuo. Grazie al corso i partecipanti svilupperanno quindi la capacità di integrare le terapie relazionali con quelle farmacologiche così da potenziare gli effetti di entrambi i supporti gestendo il farmaco con tutte le sue implicazioni relazionali.

Gli obiettivi del percorso formativo sono i seguenti:

  • Trasmettere conoscenze sulle principali categorie di farmaci utilizzati nei servizi psico-socio-sanitari ed assistenziali
  • Facilitare la comprensione di come si possono integrare dal pdv assistenziale e terapeutico la farmaco-terapia con la relazione di aiuto
  • Aumentare le competenze nella gestione della relazione di aiuto in situazioni operative dove i pazienti/utenti sono anche trattati farmacologicamente
  • Trasmettere conoscenze e strumenti per il lavoro di equipe che prevede la collaborazione interdisciplinare tra diversi ruoli e professionalità quali quelle mediche, infermieristiche, psicologiche, educative e socioassistenziali.

Titolo del corso DISABILITÀ E CICLO DI VITA: LA TRASFORMAZIONE DEI BISOGNI E DELLE RISPOSTE AGLI UTENTI E ALLE FAMIGLIE

 

Area tematica Disabilità

 

Obiettivi e finalità

Il percorso si prefigge di fornire ai partecipanti una visione allargata dell’esperienza della disabilità e della sua cura. In questo approccio lo sguardo esistenziale alla storia della famiglia della persona disabile e dei vari passaggi psicologici, si intreccia con la storia delle équipe e delle istituzioni che propongono l’accompagnamento. E’ noto infatti che le famiglie curate e le istituzioni curanti vanno incontro a processi di reciproco influenzamento che per non trasformarsi in patologici, richiedono la competenza di essere individuati ed interpretati da parte dei professionisti implicati nella cura. Questo lavoro di analisi limiterebbe fortemente i rischi di cronicizzazione nelle équipe di lavoro e manterrebbe un alto grado di vitalità e creatività nelle istituzioni curanti. Tale approccio inoltre permette un’armonizzazione delle competenze tecnico-professionali con quelle che portano alla capacità di lettura complessa, ad una vicinanza emotiva all’intera famiglia e alla trasformazione dell’esperienza lavorativa in cultura comunitaria.

Gli obiettivi del percorso formativo sono i seguenti:

  • Costruire la visione del soggetto disabile e/o con compromissione psichiatrica a partire dal suo gruppo familiare e dall’invecchiamento dei membri della famiglia
  • Fornire strumenti per analizzare l’incidenza delle fasi del ciclo di vita dei soggetti disabili sulle famiglie
  • Sviluppare la capacità di connettere i cambiamenti del ciclo di vita famigliare degli ospiti dei servizi con il ciclo di vita degli operatori, delle equipe e delle istituzioni
  • Sostenere l’ideazione di dispositivi psicopedagogici atti ad un’utenza di età diversificata, portatrice di diverse istanze e bisogni, all’interno dello stesso servizio.

Titolo del corso DOVE SI INCONTRANO GLI ADOLESCENTI OGGI: MODALITÀ RELAZIONALI PER IL SOSTEGNO DELLO SVILUPPO DEI GIOVANI

 

Area tematica Adolescenza

 

Obiettivi e finalità

Operare attualmente in ambito pedagogico a favore degli adolescenti richiede l’attitudine all’attivazione di un pensiero sul significato simbolico e reale dei luoghi frequentati dagli adolescenti stabilendo connessioni fra essi in modo da rappresentarli come una filiera e da evitare il rischio della dispersione e frammentazione degli interventi. Il corso intende potenziare le competenze di prevenzione orientate alla comprensione e diminuzione del disagio giovanile insieme alla costruzione di strumenti per intervenire in setting diversi: scuola, centri di aggregazione, lavoro di strada e altri luoghi di socializzazione.

 

Obiettivi del percorso formativo:

– esplorare il tema dell’adolescenza come processo di cambiamento determinato anche dallo sviluppo sessuale, dai legami inter e trans-generazionali

-individuare i luoghi formali ed informali nei quali avviene l’aggregazione di adolescenti, valutandone il potenziale di sostegno e promozione di relazioni sempre più mature

– analizzare e comparare i dispositivi di educativa domiciliare, di strada e scolastica mettendo a fuoco i diversi setting, modelli e tecniche

– esplicitare formalmente i metodi e le tecniche nonchè gli strumenti pedagogici adeguati in ognuno di questi 3 contesti integrandoli con la conoscenza di ciascuna delle istituzioni di riferimento: la famiglia per l’educativa domiciliare, il gruppo dei pari per l’educativa di strada, il sistema scolastico per l’educativa scolastica

– approfondire le tecniche della progettazione educativa alla luce della complessità attuale delle manifestazioni giovanili orientandola sempre più a condizioni di consapevolezza e responsabilità

– imparare a riconoscere i precoci sintomi di disagio adolescenziale, le tendenze devianti, le dipendenze, i disturbi dell’apprendimento, le sofferenze affettive e l’isolamento sociale, e progressivamente costruire e partecipare ad una rete polifunzionale cui riferire le letture effettuate.

Titolo del corso ADOLESCENZA: LE NUOVE FRONTIERE DEL BENESSERE E DEL MALESSERE GIOVANILE

 

Area tematica Adolescenza

 

Obiettivi e finalità

I servizi e le strutture orientati all’accoglienza e all’educazione degli adolescenti hanno rilevato negli ultimi tempi una crescente complessità nell’individuazione dei criteri con cui stabilire le condizioni di benessere e malessere degli stessi. Tutto ciò che sembrava stabilito e assodato per ciò che attiene all’età evolutiva sta presentando grandi trasformazioni. Questo mette nella condizione di riattualizzare le categorie di pensiero e le modalità di intervento. Il corso si propone pertanto di rivisitare gli assetti dell’intervento pedagogico mettendo al centro le principali cause di malessere adolescenziale e stabilendo connessioni col contesto sociologico e culturale attuale.

 

Gli obiettivi del percorso formativo sono i seguenti:

  • Attualizzare le categorie che rappresentano le condizioni di benessere e di malessere dei giovani
  • Dotarsi di strumenti per leggere ed interpretare la trasformazione dei legami in età adolescenziale nell’epoca dell’iperconnessione
  • Rivisitare gli assetti dell’intervento pedagogico con adolescenti e giovani nei contesti formali ed informali: la perdita del senso del concetto di limite.

Titolo del corso LEADERSHIP E ORGANIZZAZIONE: IL COORDINAMENTO DEI GRUPPI DI LAVORO

 

Area tematica Leadership e organizzazione

 

Obiettivi e finalità

L’attuale realtà delle organizzazioni lavorative, per la complessità e l’emergere di nuove difficoltà socio-economiche, richiede un forte investimento su quadri e dirigenti che sappiano sempre più consapevolmente comunicare e discutere visioni del lavoro, condividere immagini prospettiche e progettuali, alimentare sentimenti di appartenenza in condizioni di criticità. Pertanto il percorso si pone come finalità quella di fornire nozioni teoriche, metodi e tecniche per il coordinamento di equipe e gruppi di lavoro, a coordinatori di servizi psicosociali e/o di unità lavorative, impegnati nella gestione delle risorse umane, organizzazione e monitoraggio del servizio e gestione dei rapporti con la propria organizzazione di riferimento.

Il corso inoltre tenderà a sostenere atteggiamenti rigenerativi e aperti allo scambio interistituzionale e interculturale.

Gli obiettivi del percorso formativo sono:

  • Formare coordinatori e conduttori di gruppo alla lettura, comprensione e interpretazione della dinamica gruppale secondo lo schema di riferimento della psicanalisi operativa
  • Trasmettere le competenze relative al coordinamento dei gruppi di lavoro in ordine al raggiungimento dei compiti e degli obiettivi stabiliti dalle organizzazioni di riferimento.

Titolo del corso ELEMENTI DI PSICOPATOLOGIA IN AMBITO PEDAGOGICO

 

Area tematica Psicopatologia

 

Obiettivi e finalità

Data la complessità crescente del malessere e delle forme di disagio presenti negli utenti dei servizi educativi, si ritiene particolarmente opportuno sostenere l’apprendimento nell’ambito delle nozioni psicopatologiche. Infatti, come è noto, il vissuto degli operatori di fronte a manifestazioni francamente psichiatriche richiede la mentalizzazione delle emozioni, la capacità di sviluppare un contenimento gruppale del materiale psichico e la possibilità di usare i setting educativi in maniera rassicurante verso i vissuti di ansia e di angoscia degli utenti. Pertanto sembra importante arricchire gli elementi di conoscenza pedagogici dei gruppi di lavoro e delle equipe con quadri di conoscenza e competenza atti a sviluppare una sensibilità per rilevare gli eventuali stati patologici e co-morbilità. Tali competenze permetteranno di orientare meglio gli interventi educativi sviluppando quando necessario un approccio che includa nozioni di pedagogia clinica. Infine queste competenze favoriranno il dialogo con servizi specialistici che possano gestire in maniera integrata le problematiche presenti nelle strutture.

Gli obiettivi del percorso formativo sono i seguenti:

  1. Favorire la conoscenza dei principali quadri psicopatologici (psicosi, patologia del falso sé, simbiosi, quadri di doppia diagnosi, disturbi di personalità, dipendenze)
  2. Fornire strumenti per comprendere il legame tra i processi di separazione/individuazione e l’intervento pedagogico
  3. Trasmettere competenze relative alla lettura delle connessioni tra psicopatologia e intervento pedagogico in ottica gruppale
  4. Favorire l’acquisizione di elementi teorico-tecnici funzionali alla gestione degli interventi pedagogici con utenti portatori di disagio psicologico.

Titolo del corso ANTROPOLOGIA DELLA FAMIGLIA NEL TEMPO DELLE GRANDI MIGRAZIONI

 

Area tematica Migranti

 

Obiettivi e finalità

La situazione sociologica attuale ci vede a contatto con una grande eterogeneità di soggetti provenienti da paesi diversi e di conseguenza con differenti visioni antropologiche della famiglia, della maternità, della paternità e dell’essere figli, che ci mettono nella condizione di confrontarci con l’alterità.

Riteniamo pertanto opportuno proporre un percorso formativo che finalizzato a conoscere, esplorare ed integrare nei nostri schemi di riferimento familiari altre rappresentazioni, motivazioni, modalità affettive e pedagogie.

Questa esplorazione consentirà ai diversi servizi e strutture che si occupano di pedagogia o sostegno psicologico famigliare di fare i conti con immagini dei problemi e delle soluzioni diverse, di trattare il dicibile e l’indicibile familiare con strumenti più adeguati, leggendo in chiave transculturale la ricostituzione di una rinnovata idea della famiglia.

 

Gli obiettivi del percorso formativo sono:

  1. Mettere a fuoco nozioni e strumenti psicologici ed antropologici che permettano agli operatori di rapportarsi con i cambiamenti familiari legati ad una società sempre più interculturale
  2. Esplorare la teoria degli ambiti e le sue connessioni con una visione antropologica delle comunità e delle istituzioni, con particolare attenzione all’istituzione famiglia
  3. Analizzare gli elementi consci e inconsci delle organizzazioni famigliari nelle diverse culture a partire dal materiale della trasmissione: i miti delle origini, i miti degli antenati, le ritualità di passaggio e della crescita, le ritualità della malattia e della morte
  4. Confrontare le diverse immagini del paterno, del materno, del coniugale, del filiale a partire dalle influenze antropologiche
  5. Condividere i presupposti per una pedagogia interculturale analizzando la presenza di resistenze ideologiche, religiose e legate alla rappresentazione dei ruoli e di meccanismi di difesa.

Titolo del corso ETNOPSICHIATRIA NEL SISTEMA DI ACCOGLIENZA DEI RICHIEDENTI ASILO

 

Area tematica: Migranti

 

Obiettivi e finalità

Da alcuni anni l’esperienza dell’accoglienza dei migranti viene portata avanti, al fianco degli Enti pubblici, da organizzazioni impegnate nella gestione di CAS e SPRAR e da associazioni del volontariato che si occupano di supporto sociale, di orientamento al lavoro e di processi di integrazione a favore di persone straniere. In questo periodo tali soggetti hanno maturato numerose competenze nel campo psico-sociale con interessanti aperture antropologiche. Attualmente, si presenta come imprescindibile la necessità di integrare queste conoscenze ed abilità con saperi etno-clinici che mettano nella condizione trattare le varie manifestazioni di sofferenza psicologia delle persone migranti, dovute a disturbi post traumatici da stress, difficoltà di adattamento e integrazione, blocchi giuridico-normativi e sindromi da sradicamento. Pertanto il percorso si pone come finalità quella di ampliare e diffondere un’attitudine alla visione trans-culturale, sia in campo educativo che psicologico e clinico, che permetta agli operatori da un lato di far parte di reti interistituzionali tra i soggetti pubblici e privati in cui praticare interventi multidisciplinari e transculturali e dall’altro di gestire, monitorare e ridurre le manifestazioni di ansietà, angoscia e sintomi di disagio psichico che possano presentarsi nelle strutture comunitarie complessizzandone la gestione e rischiando di attenuare il potenziale benefico dell’accoglienza.

 

Gli obiettivi del percorso formativo sono i seguenti:

  1. Fornire conoscenze e strumenti per avvicinare il disagio psichico e relazionale in termini transculturali avviando un processo di conoscenza sulle connessioni esistenti tra identità sociale, cultura e salute
  2. Sviluppare la conoscenza di principali dispositivi etnopsicologici e transculturali attualmente disponibili e praticabili
  3. Aumentare le competenze della progettazione sociale e dei processi pedagogici sostenendo la prospettiva dell’integrazione culturale.

Titolo del corso  ELEMENTI DI PSICOLOGIA DI COMUNITÀ E TECNICHE DI PREVENZIONE

 

Area tematica Psicologia di comunità

 

Obiettivi e finalità

L’organizzazione dei servizi psico-sociali e socio-sanitari negli ultimi anni ha purtroppo lasciato sullo sfondo l’attitudine e le pratiche di prevenzione. Questo particolare momento storico ci ha fatto prendere coscienza di quanto in realtà il lavoro di prevenzione, coordinandone gli aspetti bio-psico-sociali, possa favorire da un lato una maggior sollecitudine nelle istituzioni, nei servizi e nelle strutture psico-sociali nel farsi carico del sostegno della salute degli individui, dall’altro una maggior responsabilizzazione di soggetti e gruppi verso comportamenti di cura di sé, dell’altro e del contesto ambientale.

Questo percorso si ripropone quindi di rimettere a tema il concetto della prevenzione, i suoi legami con l’operatività dei servizi e la necessità che ogni istituzione agente su uno specifico ambito di intervento investa parallelamente sulla problematica trattata in termini di prevenzione e di promozione della salute comunitaria attraverso l’ottica della psicologia di comunità.

Gli obiettivi del percorso formativo sono i seguenti:

  1. Trasmettere conoscenze specifiche sul tema della prevenzione applicato all’ambito comunitario e istituzionale, anche attraverso una rilettura di carattere storico del concetto di prevenzione
  2. Facilitare la comprensione degli elementi di complessità insiti nelle politiche di prevenzione e psico-igiene
  3. Favorire l’acquisizione di competenze e strumenti per la gestione degli interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria
  4. Trasmettere conoscenze e competenze per l’analisi della domanda in ambito socio-istituzionale.

Titolo del corso L’UMANIZZAZIONE DELLA CURA: GESTIRE LEGAMI PROFESSIONALI ALL’INSEGNA DEI PRINCIPI ETICI E DELLA CONOSCENZA SCIENTIFICA

 

Area tematica Deontologia professionale

 

Obiettivi e finalità

Il corso nasce per rispondere ad un diffuso bisogno di mantenere vitale la motivazione affettiva e gli aspetti etici del lavoro di cura che nella pratica organizzativa e di servizio con persone in forte stato di disagio possono compromettersi, portando il personale delle strutture a considerare il lavoro solo in termini di mansioni e procedure. Da questa osservazione e dai rischi di annullamento delle componenti relazionali della presa in carico si deduce la necessità di realizzare processi formativi affinchè individui e gruppi di lavoro si mantengano consapevoli dell’investimento emotivo-affettivo che ogni pratica di cura richiede, della necessità di approfondire scientificamente la natura delle patologie e dei problemi trattati e dell’importanza del lavoro di équipe.

Tale investimento permette di raggiungere altresì la finalità di fornire strumenti per la cura degli operatori, del loro processo di pensiero e dalla loro capacità di rielaborare i propri vissuti per poter meglio accudire i propri pazienti.

 

Gli obiettivi formativi del percorso sono:

  1. Fornire strumenti di riflessione e analisi per connettere l’etica professionale con lo schema di riferimento psicopedagogico;
  2. Valorizzare le funzioni linguistiche e l’analisi del significato del corpo e delle sue molteplici potenzialità sintomatiche ed espressive nella relazione di cura;
  3. Approfondire e sviluppare una lettura psicodinamica del disagio mentale;
  4. Promuovere le tecniche di comunicazione nei gruppi di lavoro a sostegno della creatività e della trasformazione dei conflitti;
  5. Individuare i rischi istituzionalizzanti e burocratizzanti nei gruppi di lavoro e nelle istituzioni come ostacoli dell’umanizzazione della cura e le relative modalità di superamento.

CORSI REALIZZATI - NON FINANZIATI DA REGIONE LOMBARDIA

Corso: AUTISMO E ANALISI APPLICATA AL COMPORTAMENTO A SCUOLA – edizione gennaio 2021 – NON FINANZIABILE DA REGIONE LOMBARDIA

L’Analisi Applicata del Comportamento o ABA (Applied Behavior Analysis)

 

Il corso si propone di far acquisire competenze teoriche e pratiche nel campo dell’autismo e delle strategie utili per la presa in carico in ambito scolastico, formando insegnanti che siano quindi in grado di comprendere e tradurre i comportamenti di persone con disturbo dello spettro autistico e di intervenire nella realtà scolastica. Ci proponiamo inoltre di collocare la riflessione in un contesto pedagogico che tenda ad integrare alunni dalle diverse caratteristiche soggettive e con modalità di relazione e apprendimento specifici. Gli obiettivi del corso sono:

  • IDENTIFICARE I PRINCIPI DELL’ANALISI DEL COMPORTAMENTO
  • DESCRIVERE E UTILIZZARE LE PRINCIPALI PROCEDURE APPLICATIVE DELL’ANALISI DEL COMPORTAMENTO
  • IDENTIFICARE E SELEZIONARE I COMPORTAMENTI PROBLEMA, ANALIZZARLI FUNZIONALMENTE E IDENTIFICARE I FATTORI CHE LI SCATENANO E MANTENGONO
  • APPLICARE INTERVENTI PER INSEGNARE NUOVE ABILITÀ E RIDURRE COMPORTAMENTI PROBLEMA NEL RISPETTO DEI PRINCIPI ETICI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI
  • MONITORARE I PROGRESSI VERSO GLI OBIETTIVI STABILITI PER CONTROLLARE L’EFFICACIA DELL’INTERVENTO
  • ANALIZZARE LA RICADUTA DELLA PRESENZA DI BAMBINI CON SPETTRO AUTISTICO NEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO SCOLASTICO

Referente del corso: Dott.ssa Laura Delfino

ALTRI CORSI REALIZZATI NEGLI ULTIMI ANNI

Titolo del corso: PROGETTI DI INTERVENTO IN FAVORE DELL’INCLUSIONE SCOLASTICA

Saper supportare una scuola, una classe e un gruppo di insegnanti significa non solo saper dare consigli adeguati al livello di necessità e bisogni espressi dal bambino/a inserito in un gruppo classe: sostenere l’inclusione scolastica di quel bambino significa agire su tutti i compagni di classe. Ancor prima di proporre progetti mirati all’incremento delle abilità inclusive, è buona cosa saper valutare il livello di inclusione (e le conoscenze rispetto alle varie forme di disabilità) rilevato tra i compagni di classe, i docenti e i genitori dei compagni. Una volta rilevato il punto di partenza, sarà possibile procedere con l’intervento a favore dell’inclusione che dovrà essere personalizzato e adattato alle esigenze. Infine, se miriamo ad un buon processo di inclusione, bisogna sostenere la formazione di capacità sociali e di problem solving sociale, che sappiamo essere abilità fondamentali in uomini e donne che credono in un futuro inclusivo.

OBIETTIVI

  • incrementare le conoscenze dei corsisti su cosa sia l’inclusione e come si può effettuare in contesti scolastici differenziandola dall’inserimento e dall’integrazione,
  • incrementare le conoscenze dei corsisti sulle valutazioni dell’inclusione in ambiente scolastico,
  • incrementare le conoscenze dei corsisti sui programmi di intervento, differenziandoli per fasce d’età e diffondendo modalità di personalizzazione a seconda delle necessità,
  • incrementare le conoscenze dei corsisti sulle abilità sociali in favore dell’inclusione.

DESTINATARI

Il corso è rivolto ad educatori, psicologi ed insegnanti che già abbiano effettuato un corso per terapisti in analisi applicata al comportamento (Corso Tecnico ABA di 44 ore attivato da Sol.Co. negli anni precedenti).

Corso: AUTISMO E ANALISI APPLICATA AL COMPORTAMENTO A SCUOLA – edizione gennaio 2020

L’Analisi Applicata del Comportamento o ABA (Applied Behavior Analysis)

 

Il corso si propone di far acquisire competenze teoriche e pratiche nel campo dell’autismo e delle strategie utili per la presa in carico in ambito scolastico, formando insegnanti che siano quindi in grado di comprendere e tradurre i comportamenti di persone con disturbo dello spettro autistico e di intervenire nella realtà scolastica. Ci proponiamo inoltre di collocare la riflessione in un contesto pedagogico che tenda ad integrare alunni dalle diverse caratteristiche soggettive e con modalità di relazione e apprendimento specifici. Gli obiettivi del corso sono:

  • IDENTIFICARE I PRINCIPI DELL’ANALISI DEL COMPORTAMENTO
  • DESCRIVERE E UTILIZZARE LE PRINCIPALI PROCEDURE APPLICATIVE DELL’ANALISI DEL COMPORTAMENTO
  • IDENTIFICARE E SELEZIONARE I COMPORTAMENTI PROBLEMA, ANALIZZARLI FUNZIONALMENTE E IDENTIFICARE I FATTORI CHE LI SCATENANO E MANTENGONO
  • APPLICARE INTERVENTI PER INSEGNARE NUOVE ABILITÀ E RIDURRE COMPORTAMENTI PROBLEMA NEL RISPETTO DEI PRINCIPI ETICI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI
  • MONITORARE I PROGRESSI VERSO GLI OBIETTIVI STABILITI PER CONTROLLARE L’EFFICACIA DELL’INTERVENTO
  • ANALIZZARE LA RICADUTA DELLA PRESENZA DI BAMBINI CON SPETTRO AUTISTICO NEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO SCOLASTICO

COSTRUIRE ATTIVAMENTE IL PROPRIO BENESSERE

Il corso si propone l’acquisizione di elementi conoscitivi sulla salute e sulla patologia mentale nella chiave teorica della psicoanalisi relazionale. й orientato a chiunque abbia un interesse personale per la psicoanalisi o operi nell’ambito delle relazioni di aiuto (educatori, OSS, ASA, infermieri, assistenti sociali, psicologi, counselor, medici e insegnanti).

AREE TEMATICHE

  1. ELEMENTI DI PSICOLOGIA DELLA VITA QUOTIDIANA: COSTRUIRE CREATIVAMENTE IL PROPRIO BENESSERE
  2. SALUTE E MALATTIA: INQUADRAMENTO DEI DISTURBI MENTALI SECONDO L’APPROCCIO INTERNAZIONALE (DSM)
  3. EVOLUZIONE STORICA DEL CONCETTO DI MALATTIA MENTALE: DA FREUD ALLA PSICOANALISI DEL VINCOLO
  4. IL FUNZIONAMENTO PSICHICO NEI PRINCIPALI QUADRI PSICOPATOLOGICI: ORGANIZZAZIONE DELLA PERSONALITÀ E MECCANISMI DI DIFESA
  5. DINAMICHE DELLA RELAZIONE INTER-SOGGETTIVA NEI CONTESTI OPERATIVI: PROSPETTIVE CLINICHE E ANALISI DI CASI
  6. ELEMENTI DI PSICOSOMATICA: IL CORPO COME LUOGO DI SENSO E DI RELAZIONE

La figura potrà operare nelle diverse strutture di accoglienza per richiedenti asilo.

AREE TEMATICHE

  1. la protezione internazionale: la tutela dei diritti fra normative e procedure
  2. ruolo delle istituzioni nell’accoglienza dei richiedenti asilo e l’iter burocratico
  3. le caratteristiche delle diverse strutture di accoglienza: cas, cpa, sprar
  4. i processi migratori: aspetti socio-antropologici e psicologici
  5. la relazione di aiuto nelle strutture di accoglienza
  6. elementi di psicologia della vita quotidiana
  7. mediazione e negoziazione tra individui, gruppi e istituzioni nei processi di accoglienza e integrazione
  8. i dispositivi delle relazioni di accoglienza: setting individuali, gruppali, comunitari
  9. l’importanza del lavoro di équipe nella complessità della dinamica dell’accoglienza
  10. approfondimenti linguistico-tecnico-operativi funzionali alla gestione delle strutture di accoglienza.

La figura potrà operare in situazioni di mediazione culturale con particolare specificità rispetto ai contesti di accoglienza dei richiedenti asilo.

 

AREE TEMATICHE

  1. la protezione internazionale: la tutela dei diritti fra normative e procedure
  2. la mediazione interculturale in italia: ruolo, compiti e funzioni del mediatore interculturale
  3. il ruolo delle istituzioni nell’accoglienza dei richiedenti asilo e l’iter burocratico
  4. la mediazione e i vari contesti: elementi di antropologia culturale
  5. aspetti psicologici e antropologici del processo migratorio
  6. la figura del mediatore nel colloquio sanitario, piscologico e con la pubblica amministrazione
  7. il mediatore interculturale in équipe multidisciplinari.
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