Ieri a Solco un incontro culturale e scientifico sul tema della ricerca dei dispositivi etnoclicnici per favorire la cura di persone straniere e migranti e sostenere a tutti i livelli il lavoro interculturale e interdisciplinare nelle diverse istituzioni. Oltre 90 i partecipanti (in presenza e collegati online), tra operatori sociali e referenti istituzionali.

L’incontro nasce nell’ambito delle attività operative e di studio svolte dell’équipe etno-clinica di Mantova, che vede tra i partecipanti rappresentanti di diversi enti ed istituzioni, e che nasce per condividere metodologie e tecniche utilizzate nei contesti di gruppo e nei momenti di colloquio con persone e famiglie migranti.

Una conversazione a Sol.Co, tra Salvatore Inglese, psichiatra, psicoterapeuta, esperto di etno psichiatria, Luciana Bianchera, responsabile formazione Mestieri Lombardia e Sol.Co. e Gianluca Ruberti, responsabile Mestieri Lombardia sede di Mantova, sulle tracce degli studi e delle pratiche di Tobie Nathan e della sua esperienza al Centre Devereux di Parigi, centro di etnopsichiatria clinica fondato da Nathan nel 1993 a Parigi (il Centro si occupa di etnopsichiatria, etnopsicanalisi, psichiatria transculturale, analisi antropologica delle terapie tradizionali).